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Interventi di recupero nel sito archeologico di "CASASIA" nel comune di Monterosso, finalizzati alla valorizzazione, fruizione e alla messa in sicurezza dell'area
I TECNICI INCARICATI
Dott. Arch. Giuseppe Alessandrello
RELAZIONE GENERALE
Premessa
A seguito dell'incarico conferito da parte del Comune di Monterosso Almo con relativo disciplinare Rep. 1558 dell'8/4/2003, per la progettazione definitiva, esecutiva, direzione dei lavori e contabilità del “Recupero del sito archeologico di contrada Casasia”, lo scrivente ha proceduto in situ ad effettuare tutte le analisi valutative, rilievi e quanto altro necessario per redigere il presente progetto. Il progetto s'inquadra in quegli interventi previsti nelle misure P.O.R. Sicilia 2000-2006 ed inseriti nel P.I.T. 02 – 484 della Provincia di Ragusa intitolato “QUATTRO CITTA' E UN PARCO PER VIVERE GLI IBLEI” ove i soggetti partecipanti sono rappresentati dai comuni di Ragusa, Chiaramente Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo.
Il P.I.T. si prefigge l'obiettivo di contribuire in modo concreto al rilancio turistico della provincia Iblea, recuperando e valorizzando il patrimonio naturalistico, storico-culturale e archeologico esistente.
Le risultanze del presente progetto sono riportate in opportuni elaborati grafici e cartacei, mentre la presente relazione ha lo scopo d'illustrare le scelte metodologiche che hanno indirizzato il sottoscritto a definire il progetto esecutivo.
Localizzazione e stato di fatto
Il monte Cassia, situato a circa 740 metri sopra il livello del mare, è una delle più alte e suggestive vette dei Monti Iblei. La sua cima funge d'anello visivo con la confinante provincia di Catania. Ad occhio nudo sono visibili i comuni Iblei di Chiaramente Gulfi e Monterosso Almo, mentre girando lo sguardo dalla parte opposta l'attenzione è rivolta alla città di Licodia Eubea col suo lago Dirillo e alla città di Vizzini, il tutto contornato da splendidi manti boschivi.
La cittadina di Monterosso Almo può essere raggiungibile percorrendo una strada non asfaltata che si snoda attraverso i boschi, regalando al visitatore, attrezzato con adeguati automezzi, paesaggi di suggestiva bellezza. Giunti sul posto, ci si rende subito conto di essere all'interno di un'area naturale ed incontaminata, gli unici interventi visibili sono quelli effettuati dalla forestale per delimitare l'intera zona. Le aree circostanti, infatti, sono delimitate da recinzioni con paletti in castagno e rete metallica, mentre l'ingresso alla zona archeologica è consentito attraverso un cancello di ferro posto tra due pilastri in cemento armato. La cima del monte Cassia s'innalza a baluardo dell'intera zona, come a rappresentare il Totem dei primi indigeni del posto che lo destinarono alle proprie sepolture.
La necropoli di Casasia costituisce “ uno dei complessi della Sicilia sud-orientale in cui è possibile cogliere con maggiore evidenzia l'evolversi di quella fase della civiltà indigena d'età arcaica e classica, nata ed alimentata dal contatto con la civiltà delle polis greche, che trae nome dal vicino sito di Licodia Eubea……..rif. Dott. G. Di Stefano”. Le tombe fino ad ora esplorate (campagne di scavi del 1966, 1972 e 1973) si estendono in modo stratiforme lungo il lato sud-orientale della cima del monte. La particolare morfologia del terreno, composta da strati di calcarinite di colore bianca-grigiastra, ha consentito agli indigeni la realizzazione delle tombe all'interno della roccia stessa, praticando in essa delle vere e proprie escavazioni a forma di piccole grotticelle artificiali di dimensioni diverse.
Oggi questo patrimonio archeologico si trova in totale abbandono, alcuni tetti delle grotte sono interamente crollati, mentre, gli ingressi delle maggior parte delle rimanenti tombe sono ostruite da fitti cespugli erbosi che ne impediscono la vista al visitatore.
Intevento progettuale
L'intervento progettuale, considerato l'esiguo finanziamento attuale, si prefigge di costituire la posa della prima pietra dell'auspicabile rilancio turistico dell'intera area Archeologica di contrada Casasia e della città di Monterosso Almo. Il progetto prevede, oltre alle opere di manutenzione ordinaria delle grotticelle, la realizzazione di un parcheggio per i visitatori ed una serie di percorsi pedonali di visita naturalistica - archeologica.
Per consentire al visitatore di individuare l'area per cui è progetto, all'esterno, a lato del cancello in ferro, sarà istallata una tabella con l'indicazione del sito archeologico delle dimensioni di cm 150 di larghezza per cm 100 d'altezza, sospesa da un'impalcatura alta circa cm 280 dal piano di campagna, composta da due piedritti in legno lamellare a base quadrata con lato di mm. 120. La tabella sarà realizzata accoppiando due pannelli di compensato marino montati a sandwich, completa d'iscrizione pantografata, incisa e trattata a fuoco in modo da evidenziarne il testo. Il tutto rifinito mediante opportune applicazioni di sostanze protettive.
Entrando nella zona archeologica, subito sul lato destro, il terreno subisce un leggero salto di quota rispetto alla stradina esistente che costeggia la cima del monte, creando un'ampia zona pressoché pianeggiante d'origine rocciosa. Quest'area, priva di resti archeologici, considerata la natura morfologica del terreno, risultava, subito in primo impatto, un'area vocata a parcheggio. Infatti, ha una superficie di circa mq 825, tale da consentire l'accesso e le manovre d'alcune autovetture. Per evitare eventuali pericoli derivanti dalla differenza di quota del terreno, parte del suo perimetro sarà delimitato, per circa ml 50, da parapetti di legno di castagno, che saranno opportunamente incastonati nella roccia con l'ausilio, ove si rende necessario, di martelli perforatori completi di fresa circolare d'opportuno diametro. Per tutto quanto sopra scritto lo scrivente non ha ritenuto utile alterare la facies della coltre di copertura del piano di campagna dell'area in esame con eventuale apporto di terra battuta o stabilizzata.
Sostato l'automezzo, il visitatore, invitato da una successiva tabella che indica l'inizio dei percorsi archeologici, avente le dimensioni di cm 80 di larghezza e cm. 56 d'altezza, realizzata con gli stessi materiali e caratteristiche tecniche della precedente tabella, può iniziare la visita presso i luoghi archeologici. Per consentirne il facile accesso, è stata ricavata una viabilità pedonale di larghezza di cm 140 e di lunghezza di mt 1.305,25 che percorre l'andamento altimetrico a terrazzamento del monte e che costeggia le principali sepolture tombali.
Dall'alto, la viabilità pedonale, si presenta come una serpentina che circoscrive la cima del monte e che ha come inizio e fine l'area del parcheggio. La viabilità pedonale è delimitata, a seconda l'esigenza, da parapetti posti in monofila (per mt. 756,70) o in doppia fila (per mt. 548,55). I parapetti saranno realizzati in legno di essenza di castagno ed avranno un'altezza di circa cm 100 sopra il piano di campagna.
Lasciando il piano di calpestio quello naturale, si eseguiranno all'interno del percorso soltanto le opere di pulizia, estirpazione d'erbacce, spostamenti di piccoli massi e detriti e quanto altro occorre per rendere fruibile la viabilità. Man mano che si procede alla visita, il percorso prevede anche quattro luoghi di sosta disposti su altrettanti livelli naturali differenti, che regalano al visitatore suggestivi panorami naturalistici. Le quattro aree di sosta, di cui la quarta è rappresentata dalla cima del monte, sono composte di basamenti pressoché pianeggianti di roccia. Per evitare l'eventuale pericolo di caduta a valle del visitatore, le aree di sosta saranno delimitate sempre da parapetti di legno di castagno incastonati nel terreno roccioso con l'ausilio di martelli perforatori completi di fresa d'opportuno diametro.
L'area archeologica sarà circoscritta, in parte dalla recinzione esistente realizzata dalla forestale, ed in parte da una serie di parapetti da realizzare, aventi le stesse caratteristiche e dimensioni di quelli in precedenza già descritti, in prossimità della viabilità esistente (vedi tavola grafica di progetto)
Come scritto in precedenza, le bocche d'ingresso di numerose tombe sono ostruite da rovi e cespugli che impediscono la piena visione. Per consentirne l'ammirazione, si prevede l'ausilio d'alcune maestranze, quali la presenza d'operai specializzati, qualificati e comuni. Tutti i lavori sopra elencati, saranno realizzati da maestranze specializzate che assumeranno l'onere di rispettare l'ambiente naturalistico – archeologico esistente, mentre i materiali naturali usati assicureranno un inserimento, privo d'impatto ambientale, nel contesto esistente.
Per quanto riguarda le condizioni dettate dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa con nota Prot. 2822 del 29/7/2003 ed introitate in data -8/8/2003al protocollo generale del comune di Monterosso Almo al n° 7027, si fa rilevare che, per l'esiguo finanziamento attuale,lo scrivente non ha potuto prevedere, in questa fase progettuale, l'alterazione della facies della coltre di copertura del piano di campagna dell'area dei percorsi e di parcheggio con l'eventuale apporto di terra battuta o stabilizzata. Per lo stesso motivo non sono stati previsti saggi preventivi nell'area di parcheggio e nei percorsi pedonali.
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