Intervento n°26 - Misura 2.01_c1 - Importo euro 550.000,00
 

Il nostro Pit

Recupero di palazzo Cocuzza
a Monterosso
per attività museali

I TECNICI INCARICATI
Dott. Ing. Giuseppe Bucchieri
Dott. Arch. Salvatore Alderisi

RELAZIONE GENERALE

PREMESSA
Il presente progetto, su incarico conferito all’Ing. Giuseppe Bucchieri, Arch. Salvatore Alderisi, Geol. Francesco Vittoria, e Geom. Giovanni Giaquinta, incarico affidato dal Comune di Monterosso Almo il 08/01/2003, prevede la progettazione, direzione lavori, studi, indagini preliminari, responsabile della sicurezza sia in fase di progettazione che in fase di esecuzione, degli interventi di cui alla legge P.O.R. Sicilia 2000-2006, misura 2.01 recupero e fruizione del patrimonio culturale ed ambientale (P.I.T. 02-484 “QUATTRO CITTA’ E UN PARCO PER VIVERE GLI IBLEI”).
L’importo dei lavori risulta preventivato in £. 1.064.948.500 pari a € 550000,00.

STATO DI FATTO
La costruzione dell’edificio in oggetto, ha avuto inizio nel 1880 in un’area occupata in precedenza da case contadine. Ricade all’interno del centro storico del Comune di Monterosso Almo, e si affaccia sulla Piazza S. Giovanni, su Via Roma, Via Principe di Piemonte e la Via Prati che la delimita sul retro. Il progetto, fu redatto dall’Ing. Sciuto che in quel periodo operava nella provincia di Catania, va precisato che il progetto generale dell’edificio realmente non fu portato a termine, infatti rimase incompleta la parte nord-est tra la Via Principe di Piemonte, la Via Prati ed il cortile interno.
Il Palazzo occupa una superficie complessiva di circa 1200mq., avente forma trapezoidale, tale configurazione fuoriesce da un sistema di assi strutturati a raggiera i cui centri di origine si ritrovano
sulla Piazza S. Giovanni. I due assi principali sono rappresentati dai due muri perimetrali che prospettano sulla Via Roma e sulla Via Principe di Piemonte, parallelamente a questi muri sorgono
sul lato interno altri due muri (assi centrali) che danno luogo ai collegamenti verticali ed ai servizi dell’edificio.
Presenta uno sviluppo in verticale costituito da tre livelli fuori terra, oltre a un piano terrazza dove esistono dei locali sottotetto di servizio ed una torretta in muratura molto degradata che permette un suggestivo panorama. Il primo livello (Piano Seminterrato) si compone di una serie di locali attualmente utilizzati come deposito e garage. Il secondo livello (Piano Terra) dalla Via Principe di Piemonte dal quale si accede tramite un portale simmetrico riccamente decorato e sormontato dallo stemma della famiglia, si compone di un atrio di accesso, caratterizzato da tre ingressi dai quali si accede sia al piano rialzato, che alla particolare scala di forma ellittica che consente di raggiungere i piani superiori. Il terzo livello (Piano Primo o Piano Nobile), si presenta realizzato in conci di pietra ad “opus quadratum” aventi due diverse dimensioni in modo da formare dei ricorsi orizzontali di particolare forma e disegno. Questo piano risulta ricco di dettagli, decori, stucchi, dipinti, ecc., le aperture esterne presentano stipiti con lesene in stile corinzio, e balconi in pietra sorretti da mensole sempre in pietra, decorate in stile classico, con parapetti in ghisa fusa a motivi floreali. Buona parte dei decori delle volte, attualmente risultano notevolmente degradati a causa delle infiltrazioni delle acque piovane provenienti dal tetto di copertura in più parti danneggiato.
La struttura in muratura, è realizzata con bugne di pietra calcarea di colore chiaro di forma squadrata, sistemati in modo da formare ricorsi orizzontali su tutto il perimetro esterno dell’edificio interrotti dagli stipiti e frontoni delle ampie finestre poste tutte a distanza uniforme e in maniera simmetrica nello sviluppo dei vari piani.
L’esterno dell’edificio si conclude con la classica trabeazione dove notevole è la cura dei dettagli, in particolare il cornicione in pietrame perimetrale.
La parte nord-est rimasta incompleta precisamente in corrispondenza del portico interno, versa in uno stato di notevole degrado, i solai realizzati con putrelle in ferro appaiono fortemente corrosi dalla ruggine anche perché privi degli adeguati strati e materiali di protezione. Il portico avente forma ad L, si estende in altezza per due piani, ed è caratterizzato da pilastri di forma quadrata in pietra e arcate cieche policentriche sempre in pietrame, al di sopra delle quali si dislocano delle colonnine in cemento molto degradate. Dal cortile interno era possibile accedere ai piani del portico e quindi al Palazzo, tramite una scala realizzata con putrelle in ferro e conci in pietra e gesso oggi in buona parte crollata.
In una parte del cortile interno esiste una cisterna interrata delle dimensioni di circa 3.00x5.00mt. è altezza di mt.5.50, l’orizzontamento si presenta a volta con conci in pietrame, ad essa si accede tramite un cuniculo della larghezza di mt.0.60.
Considerato che nel cortile interno possono accedere e sostare dei mezzi di trasporto, si è ritenuto necessario svolgere una verifica della volta in pietrame dalla quale è risultato che la volta può sopportare un carico fino a 3500 Kg.

LAVORI IN PROGETTO
L’intervento progettuale ha come obiettivo principale quello della messa in sicurezza e consolidamento strutturale dell’edificio.
Un primo intervento consiste nel rifacimento del tetto di copertura, mantenendo la stessa e identica configurazione originaria. Viene prevista la sostituzione delle capriate in legno, delle travi di orditura (arcarecci), e del manto di tegole, utilizzando legname squadrato di essenza dura, e tegole tipo marsigliese e coppi alla siciliana di argilla chiara, inoltre viene prevista la realizzazione del tavolato da cm.2.5 al di sopra del quale viene poggiata la relativa impermeabilizzazione. In corrispondenza del tetto di copertura vengono realizzati nei muri portanti interni all’edificio dei cordoli in muratura, mentre le pareti esterne saranno incatenati, tramite la perforazione a rotazione della muratura e l’inserimento di tiranti in barre di acciaio tipo Gewi di adeguato diametro, opportunamente ancorate ad apposite piastre in acciaio (nascoste in nicchie appositamente ricavate nella muratura).
Per lo smaltimento delle acque, vengono utilizzati delle grondaie in rame, incassate nella muratura perimetrale, e pluviali sempre in rame posizionati in corrispondenza del cavedio, della torretta in muratura e portico del cortile interno. Va precisato che l’edificio presenta nel suo insieme una serie di pluviali a sezione circolare ricavati all’interno della muratura, che devono essere ispezionati e liberati dall’accumulo di detriti che ne impediscono il regolare deflusso delle acque.
Nella torretta in muratura notevolmente degradata, viene previsto un intervento di parziale demolizione e ricostruzione avendo cura di catalogare e posizionare i blocchi in pietrame da riutilizzare. La terrazzina su cui sorge la torretta in muratura, viene pavimentata ed impermeabilizzata in modo da eliminare le infiltrazioni delle acque piovane sul solaio di copertura della scala ellittica al di sotto del quale si trovano dei decori in gesso in parte degradati.
Nella parte nord-est tra la Via Principe di Piemonte, la Via Prati ed il cortile interno, viene prevista la demolizione ed il rifacimento dei solai degradati, utilizzando dei solai piani a struttura mista in cemento armato e laterizio, costituiti da travetti precompressi, suola in granulato di laterizio, e blocchi di alleggerimento in laterizio.
Nei blocchi in pietra degli archi in muratura in corrspondenza del cortile interno, vengono eseguite delle imperniature con barre inox del diametro max di mm.16, fissate con fluido cementizio in modo da esercitare una azione di cucitura delle lesioni esistenti nella muratura.
Le colonnine in cemento poste al di sopra degli archi saranno sostituite con colonnine in pietra ancorate con barrette in acciaio, di forma e dimensione uguale a quelle esistenti oggi degradate.
I solai del portico del cortile interno oltre ad essere ricostruito, sarà pavimentato utilizzando pavimenti in monostrato vulcanico serie antiscivolo per esterni, al di sotto del quale verrà posizionata la relativa impermeabilizzazione in modo da evitare le possibili infiltrazioni delle acque piovane.
La scala esistente del portico, verrà demolita e quindi sostituita con una nuova del tipo metallica, in questo modo sarà possibile accedere ai due livelli del portico e quindi all’interno del Palazzo; ma soprattutto avrà la funzione di scala di emergenza, in considerazione della destinazione futura del manufatto per attività Museali.
Quanto descritto si evince in maniera più chiara negli elaborati grafici allegati alla presente.

IL MUSEO
Il Palazzo Cocuzza è stato acquistato dal Comune di Monterosso Almo con Atto del 26.05.1989 registrato a Ragusa il 29.05.1989 su finanziamento dell’Assessorato ai BB.CC.AA. e della Pubblica Istruzione (Decreto 16.02.1989 registrato alla Corte de Conti il 13.03.1989, al n.2 Foglio 82), è dovra assolvere alle funzioni di attività museali (Centro Culturale Polifunzionale, così come indicato nella Delibera Consiliare n.80 del 27.05.1987, comprendente museo etnografico, museo di arte e storia contadina, pinacoteca comunale, centro culturale e sala convegni).
Dall’analisi sul programma architettonico generale del museo e dagli esempi di edifici espressamente destinati a museo si è arrivati alla costituzione di un organismo e alla individuazione delle future destinazioni degli ambienti di Palazzo Cocuzza.
Punto centrale dell’edificio è l’atrio-ingresso su Piazza San Giovanni e lo caratteristica scala elicoidale intorno ai quali si snodano gli ambienti del manufatto. Descriviamo ora la proposta di intervento seguendo per comodità di esposizione i livelli del palazzo partendo dal più basso.
IL PIANO SEMINTERRATO
Viene destinato come scuola per la lavorazione della pietra calcarea, a questa si accede dal portico che si affaccia sul cortile interno del palazzo. Gli ambienti che prospettano su Via Roma saranno adibiti a laboratorio, servizi igienici e aula per il disegno. Un disimpegno avente funzione di filtro permette il collegamento del laboratorio e dell’aula. Dal portico si può raggiungere l’ascensore ricavato all’interno del cavedio esistente che permette di raggiungere i vari livelli, la realizzazione del vano ascensore consentirà l’accesso e la visitabilità del Museo anche a ai portatori di handicap. Le stanze che si affacciano su Piazza San Giovanni possono essere destinate a piccole botteghe artigianali. Tale intervento mira di ripristinare l’attuale destinazione d’uso degli ambienti fino ad oggi utilizzati solo come locali di deposito.
Il portico ed il cortile interno possono essere utilizzati per mostre temporanee in cui gli allievi potrebbero esporre i loro lavoro realizzati all’interno della scuola.
Adiacenti al portico esistono due magazzino dove depositare i materiali della scuola.
Nei locali occupati un tempo dalle scuderie viene ricavato un laboratorio di analisi dei materiali e un aula per attività didattica.
Si è ritenuto necessario ricostruire la scala che da sul cortile interno, oggi in parte crollata, al fine di utilizzarla come uscita d’emergenza e come percorso alternativo per raggiungere il portico del piano terra ed il terrazzo-belvedere del piano primo, le due terrazze poste al di sopra del portico possono a sua volta essere utilizzati come spazi espositivi.
PIANO TERRA.
Dal caratteristico portale di ingresso su Piazza S. Giovanni si accede all’ufficio biglietteria. A questo segue un ambiente da destinare come guardaroba dal quale à inizio il percorso all’interno del Museo. Gli ambienti delle sale espositive sono sistemati nella parte più rappresentativa del piano, in prossimità di Via Roma e della Piazza San Giovanni.
Una volta visitate le sale espositive si ritorna al punto di partenza ovvero all’ingresso principale dove è possibile raggiungere i piani superiori tramite l’ascensore oppure utilizzando la caratteristica scala elicoidale. Nel piano terra oltre agli ambienti destinati a Museo, esistono anche un luogo di ristoro, una sala ricreativa (Hall) con relativi servizi igienici; ed a seguire una sala convegni.
In questo piano viene ricavato anche un ufficio per la direzione della “Scuola Scalpellini” con la sala professori, la segreteria e l’ufficio del direttore.
PIANO PRIMO
E’ il piano delle sale espositive e della biblioteca. La necessità di ottenere delle sale che potessero essere al tempo indipendenti l’una dall’altra ma nell’evento specifico diventare unica sala ci ha guidato nella sistemazione. La vecchia cucina, dispensa e soggiorno pranzo prospicienti su via Roma, vengono destinati a biblioteca, la rimanente parte degli ambienti viene utilizzata per la esposizione permanente della tradizione lapidea degli Iblei.
PIANO SOTTOTETTI
Si può raggiungere tramite una scala di servizio, di questo piano viene utilizzata solo una piccola parte precisamente solo tre ambienti da destinare ad archivio. A queste tre sale segue il terrazzo posto ad una quota più alta dal quale è possibile raggiungere percorrendo una scaletta metallica la torretta in muratura (Belvedere), punto più alto dell’edificio e dal quale si dominano le vallate circostanti la cittadina.
Per quanto riguarda l’esposizione del materiale si prevede un allestimento permanente solo nelle sale della “Memoria” dove i documenti saranno esposti in teche. Nelle sale che ospitano la “tradizione Lapicida” anche se il carattere del tema è permanente non si prevede un allestimento fisso ma variabile, con pareti e supporti mobili, per dare posto a nuovi reperti e per avere la possibilità di variarla a disposizione degli oggetti anche in funzione delle iniziative che animano il resto del complesso. L’illuminazione delle sale deve essere il più possibile naturale infatti l’esposizione del palazzo dovrebbe garantire luce indiretta e abbastanza diffusa.
La sala può essere illuminata artificialmente solo nel caso in cui si vuole usare anche la parte centrale per esporre i reperti. In genere gli oggetti esposti devono ricevere il più possibile luce naturale.

CRONOSTORIA DELLE FASI PROGETTUALI
- In data 08.04.2003 è stato depositato presso il Comune di Monterosso Almo il progetto definitivo di recupero di Palazzo Cocuzza per attività museali;
- In data 18.06.2003 prot. n.2249 è stato approvato dalla Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa il progetto di recupero di Palazzo Cocuzza per attività museali di cui si allega copia;
- che in data 10.06.2003 prat. n.52/MON/3 sono stati autorizzati dal Genio Civile di Ragusa gli elaborati di calcolo grafici e analitici del progetto di recupero di Palazzo Cocuzza per attività museali di cui si allega copia;
- che in data 15.05.2003 Prot. n.1899 è stato chiesto per il progetto definitivo il parere igienico sanitario presso l’azienda unità sanitaria locale n.7 di Ragusa, parere esitato favorevolmente in data 19.05.2003 n.508 di cui si allega copia.
- per il progetto esecutivo poiché non è stato variato alcun elaborato grafico di progetto non si è reso necessario chiedere nuovamente il parere all’azienda unità sanitaria locale n.7 di Ragusa.
- per la verifica della muratura dell’edificio, sono stati eseguite delle indagini geognostiche, geofisiche e geotecniche in sito ed in laboratorio, da parte del Centro Idro-Geo-Tecnico del dott. Roberto Di Vita.
- che lo studio geologico è stato redatto è completato dal geologo Dott. Francesco Vittoria.
- per l’entità del progetto è la necessità di realizzare tutte le opere necessarie per una messa in sicurezza dell’edificio, l’aliquota relativa agli imprevisti inserita nel quadro economico finale viene stabilita nella misura del 5%.
- la scelta progettuale e gli interventi previsti riguardano quelle parti dell’edificio notevolmente ammalorate e degradate, tali interventi sono stati concordati e stabiliti con gli enti preposti al rilascio delle rispettive autorizzazioni (Soprintendenza BB.CC.AA. di Ragusa, Ufficio del Genio Civile di Ragusa, A.U.S.L. n.7 di Ragusa).

RELAZIONE SULLA VERIFICA DELLA COMPAGINE MURARIA
L’edificio è stato analizzato nello stato di fatto, l’analisi dimostra che la compagine muraria non è idonea a sopportare l’azione sismica (vedasi tabulato di calcolo allegato con l’evidenziazione dei coefficienti di sicurezza inferiori ad “1”).
Al fine di pervenire ad una ipotesi di adeguamento strutturale, intervento prospettato dai sottoscritti progettisti, si può intendere in questa fase come un primo stralcio funzionale, si è proceduto all’analisi della struttura in considerazione della ipotesi di utilizzo del manufatto ad attività museali.
L’analisi ha dimostrato la necessità ai fini dell’adeguamento strutturale della esecuzione delle seguenti opere:
- miglioramento delle caratteristiche di resistenza a taglio e sforzo normale della muratura da realizzarsi mediante l’iniezione di opportune malte;
- interventi di apposizione orizzontali ai vari piani ed in copertura al fine al fine di potere considerare gli impalcati rigidi nel loro piano;
- tirantature verticali;
- ingrossamento di qualche muratura;
- eventuale cerchiaggio di aperture ai vari piani per aumentare la rigidezza della direzione secondo il lato minore che appare il più debole.

DETERMINAZIONE DELLE TENSIONI
Le verifiche che andremo a fare saranno allo schiacciamento nella sezione di attacco della parete in elevazione sulla fondazione e nella sezione di posa della fondazione sul terreno.
Dette verifiche a schiacciamento troveranno le tensioni max nella muratura e al terreno.
1) Verifica nella sezione di posa della fondazione dove la tensione ammissibile del terreno trovata è di samm 3.84 kg./cmq.
smax=Pt/A=36.690 kg./100 cm x 120 cm=3.05 kg./cmq.< samm
dove Pt. è il peso di tutti I carichi agenti nella sezione ed A l’area della sezione di calcolo con (b) = 100 cm. e (s) = 120 cm. spessore fondazione
2)Verifica nella sezione fra fondazione ed elevazione del muro dove la tensione ammmissibile della muatura è samm 30 kg./cmq./5=6 kg/cmq.
smax=Pt/A=33.690 kg./100 cm x 80 cm= 4.02kg./cmq.< samm.